Pubblicato il 24 Ottobre 2022

Autunno nel Piceno

Sua maestà la castagna

Sua maestà la Castagna!

L’Autunno nei boschi del Piceno: storia e leggenda della Castagna

Si racconta che Dio un giorno, ammirando la maestosità e la bellezza delle montagne, ispirato, creò un albero che potesse adattarsi a questo ambiente: il castagno. I castagni crebbero numerosi sulle pareti delle montagne, offrendo i loro frutti con malli rossi e tondi che racchiudevano le castagne.

Sembrava così debellata la fame per gli abitanti della montagna, quando il diavolo decise di metterci lo zampino e di rendere difficile agli uomini la raccolta del “grano della montagna”. Questi soffiò e risoffiò sui malli delle castagne che si ricoprirono di spine aguzze. Intervenne di nuovo Dio che cercò di rimediare alla diabolica azione, benedicendo il castagno e facendo sì che i cardi, pur rimanendo spinosi, si tagliassero in forma di croce e cadendo si aprissero in quattro parti. Da allora il frutto cade sgranandosi e gli uomini devono solo raccoglierli!

Leggende a parte, il castagno è da sempre l’albero principe della montagna, sfamava gli uomini, serviva nell’allevamento e il suo legno è utile per costruire e per riscaldarsi.

Le Castagne nel Piceno

Il Piceno è una delle zone di massima concentrazione di boschi di castagne, si estendono dai Monti della Laga fino all’Appennino Perduto. La zona purtroppo è stata colpita in maniera violenta dagli eventi sismici del 2016 e molti borghi e frazioni sono stati compromessi. La tempra degili uomini e delle donne di montagna però è forte e il territorio, seppur lentamente, sta risorgendo!

Il Bosco dimenticato

In queste zone per secoli l’economia ha ruotato attorno ai castagneti ma, con lo spopolamento, i boschi sono stati abbandonati.

Nel corso degli anni questi uomini sono stati capaci di comprendere le possibilità di sviluppo dei boschi diventando dei veri e propri imprenditori della montagna. Hanno risposto a quelle che erano le richieste del mercato, soprattutto dell’industria dolciaria, incentivando, grazie anche ai contributi delle istituzioni, la produzione dei marroni. 

Il marrone infatti è ritenuto un prodotto più saporito e ricercato rispetto alla castagna e questo ha dato il via alla trasformazione, tramite innesti, dei folti boschi di castagne in ricche zone di produzione del marrone. La superiorità del marrone è indubbia, i montanari raccontano infatti che gli stessi cinghiali, oggi più che mai numerosi nei nostri boschi, ne sono consapevoli e tra le due qualità scelgono di mangiare la più prelibata!

In questi boschi situati tra i Monti della Laga, l’Appennino Perduto e i Monti Sibillini in autunno la castagna fa da regina, annunciando l’arrivo dell’inverno. A questo prezioso frutto del bosco, ingrediente di innumerevoli ricette e raffinati dolci, sono dedicati i fine settimana dei mesi di ottobre e novembre. Con facili escursioni tra castagni secolari, si potranno riscoprire la magica e tranquilla atmosfera dei boschi, apprezzare i meravigliosi colori autunnali, partecipare alla raccolta delle castagne e degustare piatti a base di castagne e marroni, della più tipica tradizione gastronomica marchigiana.


La castagna è da sempre ritenuto un frutto benefico per la salute e già Virgilio, Plinio e Galeno ne esaltavano le proprietà depurative. Clicca qui per scoprire gli eventi dedicati alla castagna nelle Marche.

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